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venerdì 4 giugno 2021

Festa delle Oasi WWF il 5 e 6 Giugno

 Festa delle Oasi WWF il 5 e 6 Giugno. Liberiamo la natura. 

Evento in due giornate di cui una in presenza ed una in diretta a Villanova di Albenga per visitare l’Oasi del WWF Savona.


La primavera è la stagione migliore per godere della bellezza della natura, perciò il 5 e 6 Giugno vi aspettiamo per una visita guidata all’ Oasi I Valloni, del WWF Savona.

Si tratta di una vecchia cava di argilla abbandonata situata in loc. Valloni del Comune di Villanova di Albenga, che si è trasformata grazie alla lenta ma inesorabile azione della natura in un gioiello paesaggistico e naturalistico senza eguali nella nostra Regione. Nonostante la sua estensione non superi i 7 ettari raccoglie in sé molto di quanto il territorio ingauno possa offrire agli amanti della natura, zone umide e prati allagati contrastati in poco spazio da prati aridi ricchi di orchidee "calanchi nudi" di argille plioceniche ricche di fossili marini.

 

 

Vi aspettiamo:


- Sabato 5 Giugno per una visita per piccoli gruppi di parsone nel rispetto delle norme Covid19, previo appuntamento (inviare un SMS o Whats App al 347.777002 o email a savona@wwf.it e sarete ricontattati).


- Domenica 6 Giugno tramite una visita virtuale in diretta sul canale YouTube I VALLONI TV.

 


WWF Savona

La Segreteria

 

CON PREGHIERA DI DIFFUSIONE

venerdì 17 gennaio 2020

SMOG, WWF: L’INQUINAMENTO VA LIMITATO IN TUTTI I SETTORI

Con i limiti alla circolazione dei veicoli diesel imposto dal Comune di Roma, così come da altri comuni soprattutto del Nord, a seguito dei livelli allarmanti di inquinamento è ricominciata la polemica sui blocchi del traffico che sono stati disposti. Si è poi aperto un dibattito sul fatto che inquinano molto più il riscaldamento che non i diesel e dunque i blocchi del traffico sarebbero inutili.

Che i veicoli diesel inquinino, anche gli euro 6, lo hanno dimostrato i test effettuati a livello europeo da Transport&Environment. Per di più gli stessi test hanno dimostrato che i livelli di emissioni delle polveri ultrafini, più dannose per la salute anche se attualmente non regolamentate, sono aumentati in modo esponenziale nei nuovi veicoli. È ovvio che occorre dettare regole anche per i riscaldamenti, altra importantissima fonte di inquinamento, ma una scelta non esclude l’altra.

Che i blocchi del traffico non siano una soluzione è vero perché rientrare nei parametri di legge per un breve periodo non è certo una soluzione, ma non per questo non devono essere fatti. Hanno il merito di indicare ai cittadini che abbiamo raggiunto e superato i livelli di guardia ricordando quanto stretto sia il legame tra  le patologie e l’inquinamento specie nel nostro Paese che in questo settore è spesso in testa alle classifiche UE.

In molti Paesi si stanno proponendo misure per la messa al bando della vendita dei veicoli diesel ed anche in Italia occorrerebbe prevedere scadenze precise rivedendo il modello dei trasporti nella sua interezza, favorendo e diversificando l’offerta di trasporto pubblico pulito e dando un impulso straordinario alle infrastrutture per l’elettrificazione del trasporto. Il blocco del traffico da parte dei Sindaci in caso di superamento dei limiti delle polveri sottili è comunque un atto dovuto. I parametri sono fissati per legge ed applicano una precisa direttiva comunitaria finalizzata alla tutela della salute dei cittadini.

Ha fatto bene Gianfranco Amendola (noto magistrato e caposcuola del diritto ambientale) ad evidenziare come lo smog nella capitale sia in stretta relazione con il traffico veicolare e come sia urgente una soluzione strutturale che attraverso il potenziamento dei trasporti pubblici porti alla costruzione di una città a misura delle persone e non di autoveicolo: una direzione sulla quale bisogna investire subito e con determinazione per migliorare la qualità della vita e la salute dei cittadini.

Insieme al tema degli investimenti strutturali che non sono rimandabili ci sono 3 questioni spinose che vanno affrontate: il numero abnorme dei veicoli circolanti in Italia, soprattutto all’interno delle città; l’effetto “monito” dei blocchi del traffico e la necessità ed efficacia dei controlli; il rapporto che esiste tra emissioni e velocità dei veicoli.

In Italia si stimano circa oltre 62 auto ogni 100 abitanti, contro le circa 56 della Germania, le 50 della Spagna, le 48 della Francia e del Regno Unito. Sono troppe e le nostre città (non solo quelle storiche) non sono state né pensate, né costruite per un traffico veicolare di questa portata. Così come non è pensabile aggiungere acqua ad una vasca da bagno straboccante, non è pensabile poter aggiungere altre auto alle nostre città. Non è solo una questione di inquinamento ma di spazio, di vivibilità.

Il blocco del traffico, motivato dalle polveri sottili, diminuendo i veicoli produce sprazzi di “normalità” nella circolazione e richiama tutti alle proprie responsabilità rispetto alle modalità con cui scegliamo di muoverci.

L’inquinamento da traffico delle aree metropolitane (specie quelle del Nord) non è determinato solo dal traffico veicolare metropolitano, ma anche da quello di attraversamento che interessa tangenziali, raccordi ed autostrade in prossimità dei grandi centri urbani. Questo incide direttamente sulla qualità dell’aria. In Olanda, per diminuire le emissioni la velocità sulle autostrade il limite di velocità è stato ridotto a 100km/h durante il giorno. Da noi è un tema che, semplicemente, non si affronta.

In conclusione, non sarà mai un solo intervento a migliorare la situazione, ma una strategia in cui l’effetto sarà ottenuto dalla sommatoria di più misure. Una strategia che ormai è indifferibili visto i livelli di inquinamento a cui sono sottoposte le nostre città.


Roma, 17 gennaio 2020

mercoledì 5 aprile 2017

Plauso del WWF Savona per la "nuova" Pineta sul Lungomare Diaz a Ceriale


 
 
 
Come esponenti del WWF Savona ci congratuliamo con l'Amministrazione del Comune di Ceriale
ed in particolare con l'Assessore Andrea Alessandri, e con l'Ufficio Tecnico,
per questo Progetto di recupero e rivalorizzazione di un luogo simbolo per la Citta'.
 
Ci uniamo con piacere agli apprezzamenti gia' espressi dalla Sovrintendenza ed auspichiamo che
un numero sempre crescente di Comuni del Savonese sposi questo modelli di approcci conservativi.
 
Il Patrimonio Arboreo delle nostre Citta' ha una valenza essenziale,
non solo per una migliore qualita' della vita di tutti i Residenti,
ma anche per l'attrattivita' che ha per i nostri Turisti.
 
 
 
Stefano Gatti
Delegato alla Tutela del Patrimonio Arboreo
 
Anna Fedi
Presidente
WWF Savona
 
 

 

martedì 7 marzo 2017

Sabato 25 marzo, Earth Hour edizione 2017




Earth Hour,  edizione 2017


Il WWF Savona ha inviato a tutti i Sindaci dei Comuni della Provincia di Savona la richiesta di adesione, a cui hanno già risposto una decina aderendo all’iniziativa attraverso lo spegnimento di un edificio o di un monumento o dell’illuminazione di una strada o di una particolare area di una città, per un’ora dalle 20.30 alle ore 21.30,  sabato 25 marzo 2017.

       per info sull’iniziativa: 

per aderire all’evento, il link è il seguente:

Per riscontri e adesioni, comunicare ai seguenti indirizzi: 
mail: savona@wwf.it;
          oppure via fax al numero 019.807442


 Ora della Terra


Insieme è possibile: il 25 marzo 2017, mobilitazione globale contro i cambiamenti climatici

Earth Hour (Ora della Terra) è la grande mobilitazione globale del WWF che, partendo dal gesto simbolico di spegnere le luci per un’ora, unisce cittadini, istituzioni e imprese in una comune volontà di dare al mondo un futuro sostenibile e vincere la sfida del cambiamento climatico. È la dimostrazione che insieme si può fare una grande differenza.

Dalla prima edizione del 2007, che ha coinvolto la sola città di Sidney, la grande ola di buio si è rapidamente propagata in ogni angolo del Pianeta, lasciando al buio piazze, strade e monumenti simbolo come il Colosseo, Piazza Navona, il Cristo Redentore di Rio, la Torre Eiffel, Il Ponte sul Bosforo e tanti altri luoghi simbolo, per manifestare insieme contro i cambiamenti climatici.

Il cambiamento climatico evolve molto rapidamente e gli impatti sono sempre più seri e preoccupanti. Finora le azioni dei Governi a livello nazionale e globale sono state troppo lente e poco incisive, non al passo con un rischio che mette a repentaglio il Pianeta come lo conosciamo e dunque la stessa civilizzazione umana. Nella COP21 di Parigi, nel dicembre del 2015, si è però raggiunto un accordo storico che può segnare una inversione di tendenza, a patto che si acceleri la decarbonizzazione, cioè l’abbandono dei combustibili fossili e il passaggio all’energia rinnovabile e a modelli di efficienza e risparmio energetico.

Dobbiamo mobilitarci tutti, fare la nostra parte e pretendere che i Governi assumano la CRISI del clima come priorità..

Le giovani e le future generazioni hanno il diritto di ricevere in eredità un mondo pieno di vita e che non sia condannato a cambiamenti climatici catastrofici.


A chi ci rivolgiamo:

A tutti gli abitanti del Pianeta Terra;
Ai giovani, cioè a coloro che rischiano di vedere le conseguenze più drammatiche del cambiamento climatico;
Alle Istituzioni, a partire dalle città, che possono diventare motori e pungolo del cambiamento;
Alle imprese, che possono divenire attori dell’economia del futuro ;
A te che leggi ...







martedì 31 gennaio 2017

Lupo, appello del WWF ai Presidenti regionali


APPELLO DEL WWF AI GOVERNATORI:

NON LASCIATE ‘SPARARE’ AL LUPO!



A pochi giorni dal voto sul Piano di gestione della specie in Conferenza Stato-Regioni
l’Associazione si prepara per una mobilitazione social che parte già da oggi con una vignetta inedita di Silver



Un Appello del WWF è stato inviato ai 20 Presidenti delle Regioni affinchè non approvino il Piano per la conservazione del lupo in Italia nella prossima Conferenza Stato-Regioni (attualmente prevista per il 2 febbraio). Il Piano, proposto dal ministero dell’Ambiente, prevede, tra le altre misure, abbattimenti legali di una specie simbolo finora protetta.

Sebbene sia urgente per il WWF emanare un Piano capace di attuare tutte le misure preventive a difesa delle attività sul territorio e finora disattese dal Piano precedente (approvato nel lontano 2002), quella “contenuta nel testo attuale è una pericolosa forzatura dei dati, delle esperienze e della legislazione vigente che fa prevalere le pressioni di alcune categorie economiche sul volere della maggioranza dei cittadini e sui principi di tutela nazionali e comunitari “  


In vista dell’appuntamento di giovedì prossimo il WWF sta preparando una forte azione social che coinvolgerà attivisti, soci, volontari, scuole e sarà rivolta a tutti coloro che avranno giovedì prossimo per poche ore nelle loro mani le sorti del lupo. A fianco della Campagna #SOSLUPO del WWF è sceso in campo, per mano del suo creatore Silver, anche Lupo Alberto, che alla domanda “Licenza di uccidere il lupo?” risponde:  “Certo che NO! Ma siamo matti?!”.


Per il WWF la Conferenza Stato-Regioni è ancora in tempo per cancellare dal Piano la possibilità dell’abbattimento legale del lupo, rafforzando invece le altre azioni previste dal Piano: nella lettera il WWF considera che “ci siano ancora le condizioni per un ripensamento dell’approvazione del Piano riaprendo i termini del confronto con tutti i soggetti istituzionali e sociali che hanno realmente a cuore un modello di convivenza con la fauna selvatica basato sul principio di uno sviluppo umano in armonia con la Natura.


Nella lettera il WWF punta il dito proprio contro le deroghe che legalizzerebbero l’uccisione dei lupi, specie già colpita pesantemente  ogni anno dal bracconaggio: la licenza di sparare ai lupi non solo è inutile ma anche  dannosa perché non risolve, ma può peggiorare il problema dei danni alla zootecnia con il rischio di legittimare il diffuso bracconaggio sulla specie. Non esiste bibliografia scientifica che dimostri che gli abbattimenti legali servono a ridurre i danni e i conflitti: al contrario gli studi disponibili dimostrano che le tecniche di prevenzione dei danni (recinzioni elettrificate e cani da guardia) sono la soluzione più efficace per garantire la convivenza della zootecnia con la presenza del lupo.


Il WWF segnala che intanto qualcosa nelle Regioni si muove per la tutela del lupo alla vigilia di un’annunciata riunione degli Assessori regionali all’Ambiente sul tema fissata per oggi pomeriggio’: oltre alle perplessità della Regione Lazio, che  aveva già votato contro il Piano alla Commissione in sede tecnica, si sono già espressi contrari la Regione Puglia, per voce del suo governatore Michele Emiliano, e la Regione Abruzzo con le ultime  dichiarazioni di Luciano d’Alfonso. Dubbi montano anche in Liguria la Giunta ha chiesto un approfondimento alla Commissione Agricoltura del Consiglio regionale e in Piemonte dove il Consiglio regionale a larga maggioranza aveva approvato un ordine del giorno in cui impegna la Giunta a votare contro il Piano qualora preveda abbattimenti.


Il WWF, che dal 1970 ha lavorato per la conservazione del lupo, si è resa “disponibile anche a collaborare per la gestione del  Piano riconoscendo sia alla conservazione del lupo sia alle attività di allevamento e pastorizia piena legittimità ed analogo valore per la nostra società”.




Roma, 31 gennaio 2017



Ufficio Stampa WWF Italia

Tel. 06-84497  213  -  266  -  332

Cel. 340 9899147 - 329 8315725

venerdì 8 aprile 2016

IL VIDEO DEL WWF CHE INVITA A VOTARE SI AL REFERENDUM TRIVELLE

  / ©: wwf italia

“Il Mediterraneo è un mare prezioso che nutre e abbraccia paesi e popoli diversi tra loro. Il Mediterraneo è anche un mare chiuso, uno sversamento comporterebbe danni irreparabili in tutte le sue coste. Il mare è un bene comune, spetta a noi proteggerlo”


E’ il messaggio dello spot “Per un Mediterraneo senza trivelle” lanciato oggi dal WWF con cui l’attore Luca Zingaretti sostiene le ragioni del SI' al prossimo referendum sulle trivelle del 17 aprile.

Con il sottofondo di musiche suggestive, nello spot scorrono immagini di un mare incontaminato, popolato da delfini e tartarughe marine: tutto evoca il paesaggio caratteristico del bacino mediterraneo. E’ questo il mare davanti al quale l’attore lancia il suo appello,  un incoraggiamento a pronunciarsi in difesa del nostro patrimonio fatto di mare pulito e coste incontaminate dove turismo e pesca sono risorse economiche da difendere.

CLICCA QUA PER VISUALIZZARE IL VIDEO

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lunedì 7 marzo 2016

Salvataggio per l'isola di Budelli


La classe IIB della Scuola secondaria di I grado di Mosso, in provincia di Biella, che ha lanciato un’azione di raccolta fondi per l’acquisto dell’Isola di Budelli, ha scelto il WWF Italia come partner dell’operazione. Questa mattina è stato siglato dalla Presidente WWF Donatella Bianchi, dal Direttore Generale Gaetano Benedetto e dalla dirigente scolastica, un protocollo d’intesa che ha l’obiettivo di sottrarre l’isola ad ogni possibile speculazione, per restituirla alla collettività puntando su pochi e chiari principi: conservazione, ecosostenibilità ed educazione ambientale. La raccolta fondi avverrà attraverso la piattaforma “Produzioni dal basso” già individuata dai ragazzi. Il WWF Italia, a sua volta,  sosterrà e promuoverà la campagna con tutti i mezzi a disposizione, fungendo da vera e propria cassa di risonanza.

"Una sfida che ci ha conquistato fin dal primo istante - ha dichiarato Donatella Bianchi, Presidente WWF Italia-  Salvare l'Isola di Budelli, farlo sostenendo un progetto didattico di giovani studenti di montagna è il regalo più bello che potessimo aspettarci per celebrare il 50 esimo anniversario del WWF Italia. Come fu per Monte Arcosu e il cervo sardo tanti anni fa, oggi siamo pronti a mobilitare ancora tutti i nostri soci e sostenitori per proteggere un altro angolo di paradiso sardo, per farne questa volta un'Oasi WWF blu, nel cuore del Parco Nazionale dell'Arcipelago della Maddalena, in pieno Santuario Pelagos”.

L’obiettivo del WWF è di raccogliere i soldi necessari per presentarsi alla prossima asta. “Non abbiamo molto tempo – continua la Presidente Bianchi - ma siamo certi del supporto e del sostegno di tanti cittadini che hanno a cuore questa causa. Intanto un primo risultato i nostri piccoli amici della natura lo hanno raggiunto, sensibilizzando l'opinione pubblica sugli equilibri di un sistema naturale tanto delicato, e un sacchetto di sabbia, sottratto come souvenir, alla famosa spiaggia rosa è stato restituito al Parco da un’anonima supporter dell'iniziativa".

Da oggi sarà operativo un conto corrente dedicato, nei prossimi giorni verranno attivate altre forme di raccolta fondi. A fine maggio il WWF dedicherà la tradizionale campagna di "Giornata Oasi" al progetto, concentrando tutte le energie possibili sul progetto di acquisizione e gestione dell’isola di Budelli.
"Insieme ai ragazzi della IIB di Mosso, stabiliremo inoltre un modello di gestione sostenibile, secondo criteri rigorosi di tutela e conservazione - aggiunge la Presidente - vogliamo che tutti i ragazzi italiani che parteciperanno a questa grande mobilitazione, possano conoscere l'isola e prendersene cura, anche attraverso soluzioni digitali innovative, preservandola da speculazioni di ogni genere".

Per fare questo la classe IIB si è costituita in Panda Club (le classi associate al WWF che ne seguono i programmi di educazione ambientale) denominato “Budelli, l’isola dei giovani” e con la scuola, sempre in collaborazione con il WWF Italia, intendono seguire ogni fase della raccolta fondi e del possibile acquisto, ma anche della futura gestione che, in accordo con il Ministero dell’Ambiente, il Parco Nazionale della Maddalena e la Regione Sardegna, sarà ovviamente improntata a criteri scientifici di conservazione oltre che di sostenibilità per quanto riguarda la fruizione. La denominazione “Budelli, l’isola dei giovani” è stata scelta dai ragazzi stessi, che hanno voluto dare sin dal nome il senso del loro progetto didattico: dopo anni di tira e molla che hanno visto Budelli sul mercato immobiliare sono i giovani a fare propria la sfida e mettere un punto alla vicenda.

“Il WWF – ha detto la Dirigente scolastica dell’ITC di Biella, Raffaella Miori - rappresenta per noi  massimo dell’autorevolezza e delle garanzie, da questo punto di vista abbiamo il partner che, fanno fede 50 anni di storia, è sinonimo di tutela dell'ambiente. Dal canto nostro, la scuola ci ha messo tutto l’entusiasmo possibile e continuerà a farlo. La vicenda è scaturita da un progetto didattico di cittadinanza attiva, che ha coinvolto i ragazzi e li vede protagonisti, al quale teniamo moltissimo e che crediamo possa divenire l’esempio per molte altre realtà scolastiche che vogliano impegnarsi in prima persona, e coinvolgere in modo attivo i ragazzi, trasmettendo il messaggio WWF che vogliamo far nostro: ‘together is possible, insieme è possibile”” .

L’Isola di Budelli potrebbe così entrare a far parte del circuito delle Oasi del WWF Italia composto da 110 aree di cui 5 Riserve Naturali dello Stato, 1 Area Marina Protetta, 78 Siti d’interesse Comunitario e Zone di Protezione Speciale. Budelli, un’isola di 1,6 km2 nell’arcipelago della Maddalena (Parco Nazionale dal 1994), ha un perimetro di poco più di 12 km e nella parte sud orientale di questo, a Cala di Roto c’è la famosa spiaggia rosa oggi zona di tutela integrale.

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lunedì 22 febbraio 2016

Comunicato stampa del WWF Italia sul Piano d'azione "Lupo"



“SALVARE IL LUPO: INSIEME È POSSIBILE

Parlamentari e ambientalisti: NO all’abbattimento legale del lupo, ora la parola passa alle Regioni per le osservazioni al  Piano proposto dal Ministero dell’Ambiente

Dal Parlamento arrivano chiari e autorevoli segnali contrari all’abbattimento legale dei lupi - denunciato dal WWF con la petizione: www.wwf.it/soslupo/  - previsto nella bozza del “Piano di conservazione e gestione del lupo in Italia”, proposto dal Ministero dell’Ambiente all’attenzione delle Regioni, che devono presentare le loro osservazioni ed emendamenti al testo entro il 26 febbraio.

In un Ordine del giorno passato il 18 febbraio alla Camera dei Deputati (prima firmataria  Patrizia Terzoni), con il parere positivo del Governo, si chiede espressamente di vietare ogni azione finalizzata all’abbattimento del lupo, seppur rimandando ad approfondimenti sulla possibile applicazione delle deroghe previste dalle norme comunitarie.
Anche il Presidente della Commissione Ambiente, Ermete Realacci, ha voluto autorevolmente confermare e rafforzare, con un suo comunicato, la validità dell’iniziativa dichiarando: “E’ una pessima idea permettere l’abbattimento legale del lupo”.

Ambientalisti e parlamentari sono concordi nel ricordare che esistono norme nazionali e internazionali che tutelano questa specie, ancora a rischio per un diffuso bracconaggio e per l’ibridazione con cani randagi e vaganti, a cominciare dalla Direttiva Habitat 92/43/CE e dal DPR n. 357/1997 di recepimento delle norme comunitarie. Mentre non è giustificato l’allarmismo sulla pericolosità del lupo (visto che è dal 1825 che nel nostro Paese non si registrano attacchi di lupi all’uomo, come ricordato dal Presidente Realacci), sono invece assolutamente accertati gli episodi illegali e cruenti di bracconaggio (che rappresenta la principale causa di mortalità del lupo in Italia, si legge nell’Ordine del Giorno,  prima firmataria Patrizia Terzoni).

I parlamentari sono in particolare d’accordo con il WWF sulla necessità di rivedere il Piano d’azione proposto dal Ministero, individuando tutti gli strumenti che consentano alle comunità e alle Amministrazioni regionali e locali, agli ambientalisti, agli agricoltori e agli Enti Parco di collaborare attivamente insieme per la conservazione di una specie così importante, individuando anche le necessarie forme di tutela degli allevatori.


Ora sta alle Regioni lanciare un chiaro segnale al Ministero dell’Ambiente coerente e conseguente all’indirizzo dato dal Parlamento.  L’invito alle Regioni è di sostenere lo stralcio del capitolo III.7, che consente l’applicazione della deroga alla tutela del lupo,  proposto dal Ministero dell’Ambiente che, tra l’altro, ha dovuto già registrare le critiche alla bozza di Piano rivolte dal Ministero della Salute.

Per questo il WWF nella sua Petizione chiede che dall’azione concorde delle Istituzioni e dal Piano emerga un maggiore impegno per:

Ø     Aumentare la lotta al bracconaggio attraverso un aumento delle pene e delle sanzioni ed un potenziamento della vigilanza con l’attivazione di squadre specializzate nella prevenzione e nelle indagini antibracconaggio;
Ø     Aumentare il contrasto al randagismo e affrontare con maggiore determinazione il problema dell’abbandono dei cani per prevenire il fenomeno dell’ibridazione con il lupo;
Ø     Applicazione e valutazione dell’efficacia degli strumenti di prevenzione e protezione dei danni alla zootecnia;
Ø     Garantire un tempestivo e completo risarcimento dei danni subiti dagli allevatori, senza disparità di trattamento tra le diverse Regioni;
Ø     Attuazione di una seria e costante campagna per la tutela del lupo con particolare riguardo al ruolo svolto dai mezzi di informazione;
Ø     L’avvio di un monitoraggio della specie a scala nazionale e scambio delle informazioni a livello trans-frontaliero per le Alpi.


Comunicato stampa WWF Italia