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mercoledì 23 dicembre 2015

COMUNICATO STAMPA DEL WWF ITALIA SUL COLLEGATO AMBIENTALE

Comunicato stampa

WWF: NEL COLLEGATO AMBIENTALE UNA NORMA GUASTAFESTE
ANCORA UNA VOLTA GOVERNO E PARLAMENTO DELUDONO LE ASPETTATIVE


Una norma guastafeste depotenzia la portata innovativa, che pure va riconosciuta, del Collegato Ambientale alla Legge di Stabilità 2014 approvato oggi.  E’ il WWF a segnalarlo commentando che da un lato Governo e Parlamento giustamente riconoscono e individuano uno strumento importante per dare valore al capitale naturale inserendolo nel processo di programmazione economica nazionale, come richiesto il WWF, per modificare la nostra impostazione economica per la quale la natura è invisibile; dall’altro però mettono a rischio il nostro patrimonio naturale smantellando un importante strumento a tutela della Rete Natura 2000, che comprende aree di grande valore ecologico protette nell’ambito dell’Unione Europea .
“Abbiamo atteso due anni che il Collegato ambientale diventasse legge avendo anche partecipato direttamente all’elaborazione degli articoli per istituire finalmente un Comitato Nazionale per il Capitale Naturale – commenta il WWF - ma siamo costretti a segnalare aspetti positivi e negativi, denunciando l’incoerenza di Governo e Parlamento. Infatti, nel Collegato ci sono alcune norme importanti, che valutiamo positivamente, quali appunto quelle che forniscono strumenti innovativi per raggiungere l’obiettivo di un modello economico più sostenibile basato sull’uso razionale delle risorse, istituendo il Comitato nazionale per il capitale naturale che redigerà un rapporto annuale di valutazione degli effetti delle politiche pubbliche sul patrimonio naturale del nostro Paese inserito nell’ambito della programmazione economica nazionale e il Catasto dei sussidi ambientalmente favorevoli e sfavorevoli, nonché definiscono la delega al Governo per la valutazione economica dei Servizi eco sistemici, altri due temi fondamentali per avviare la nostra economia su percorsi più sostenibili. “
“Accanto a queste disposizioni condivisibili – aggiunge il WWF - è stata approvata anche una norma che scardina la Valutazione di Incidenza su progetti che vadano ad incidere sulla Rete Natura 2000 creata proprio per tutelare specie e habitat unici in Europa (2314 Siti di Importanza Comunitaria che consentono in Italia di tutelare 131 habitat, 89 specie di flora e 111 specie di fauna). Le autorità italiane dovrebbero sapere che è stata aperta dal 2014, su reclamo di WWF e LIPU, una istruttoria EU Pilot proprio sulla scorretta applicazione in Italia della Direttiva Habitat. Il WWF annuncia che chiederà all’Europa di aprire una procedura d’infrazione per violazione della normativa comunitaria, come già preannunciato al ministro per le Riforme e i rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi e al Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti il 19 novembre scorso in una lettera scritta da WWF e LIPU”.
Roma, 22 dicembre 2015
Ufficio stampa WWF Italia   
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Scheda WWF sui contenuti del Collegato Ambientale


La norma guastafeste segnalata dal WWF (art. 57 del Collegato) prevede, in contrasto con il dettato della Direttiva “Habitat” e con la disciplina italiana contenuta nel DPR 357/1997, che vadano in Valutazione di Incidenza solo i Piani e non i Progetti che rischiano di compromettere o devastare i siti della Rete Natura 2000 e delega ai Comuni sopra  i 20 mila abitanti, che non hanno alcuna competenza tecnica interna in materia, lo svolgimento della procedura per gli interventi edilizi considerati “minori”. Si mettono così a rischio 2314 Siti di Importanza Comunitaria che consentono in Italia di tutelare 131 habitat, 89 specie di flora e 111 specie di fauna (delle quali 21 mammiferi, 11 rettili, 16 anfibi, 25 pesci, 38 invertebrati) ai sensi della Direttiva Habitat; circa 387 specie di avifauna ai sensi della Direttiva “Uccelli” (dati del Ministero dell’Ambiente).
Il WWF accoglie con favore, invece, per la loro portata innovativa, e come norme importanti, nel percorso di transizione per uscire dalla crisi verso un modello economico meno insostenibile dell’attuale  che riconosca finalmente il valore fornito da ambienti naturali vitali e resilienti per il benessere e lo sviluppo umano, le disposizioni contenute: all’art. 67 del Collegato con le quali si istituisce presso il Ministero dell’Ambiente il “Comitato per il capitale naturale” (composto da 6 Ministeri tra cui quello dell’Economia e delle Finanze, istituti statistici e di ricerca come ISTAT e ISPRA e esperti provenienti dalle Università) per valutare in termini fisici e monetari quale sia l’effetto delle politiche pubbliche sul capitale naturale, redigendo ogni anno (entro la fine di febbraio) un rapporto annuale che diventi strumento di valutazione nell’ambito della programmazione economica nazionale, e per promuovere la contabilità ambientale anche negli enti locali;  all’art. 68, con le quali si istituisce presso il Ministero dell’Ambiente, il “Catasto dei sussidi ambientalmente dannosi e ambientalmente favorevoli”, allo scopo di raccogliere, tra gli altri, i dati di ISTAT, di Banca d’Italia e ISPRA sugli incentivi, le agevolazioni, i finanziamenti agevolati e le esenzioni da tributi direttamente finalizzati alla tutela dell’ambiente in coerenza con la Strategia Europa 2020; all’art. 70 con le quali si dà la delega al governo per l’introduzione di un sistema di “pagamento del Servizi Ecosistemici e Ambientali”- (PSEA) che serva a dare un valore di mercato ai PSEA, individuando i servizi (come la fissazione  del carbonio nelle foreste, la regimazione delle acque, la salvaguardia della biodiversità e del paesaggio, l’utilizzo di beni demaniali per produzioni energetiche ecc.) che siano remunerativi e le relative modalità di pagamento, prevedendo che i beneficiari finali degli introiti così ottenuti siano i Comuni, le Aree protette, le Fondazioni di bacino montano integrato e le Organizzazioni di gestione collettiva dei beni comuni
Il WWF considera significativo, inoltre, che si stanzino, all’art. 6 del Collegato, 800 mila euro aggiuntivi nel 2015 e 1 milione nel 2016 per le Aree Marine Protette già istituite e si individuino nuove aree nel Canale di Sicilia (Banchi Graham, Terribile, Pantelleria e Avventura). E’ positivo che all’art. 5 del Collegato si torni a parlare di programmi nazionali sulla mobilità casa-scuola, casa-lavoro (con l’attesa previsione dei “buoni mobilità”), 26 anni dopo i decreti Ronchi del 1989. Apprezzano che con gli artt. 16, 18 e 19, in particolare,  si dettino finalmente disposizioni sugli appalti verdi che indichino nuove frontiere alle pubbliche amministrazioni. Valuta positivamente anche il pacchetto di misure tese a ridurre i rifiuti, favorire la filiera dei prodotti derivanti dai materiali post consumo nonché il compostaggio e incentivare la raccolta differenziata, contenute tra l’altro negli artt. 23, 30, 32, 37 e 45 del Collegato. Considera, infine,  un buon segnale, dato lo stato di emergenza idrogeologica ordinaria in cui vive il paese, che: vengano istituite le Autorità di bacino distrettuale (art. 51), dando finalmente piena attuazione alla Direttiva 2001/60/CE  “Acque”; venga finanziato ex novo un capitolo di Bilancio del Ministero dell’Ambiente che, anche se esiguo (solo 10 milioni di euro), servirà a realizzare interventi di rimozione e demolizione degli immobili abusivi realizzati in aree soggette a rischio idrogeologico (art. 52); e che siano favoriti strumenti volontari quali i “contratti di fiume” (art. 59) per la corretta gestione delle risorse idriche e la valorizzazione dei territori fluviali.

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